5 Apr
Oltre “Cuore e Ambiente. Passione e Razionalità”
Mi fa uno strano effetto scrivere un articolo su un testo che ho scritto. Mi sembra un gioco pirandelliano in cui entro ed esco da un personaggio che a volte è reale ed a volte è immaginario. Perché quando si parla di se stessi è forte la tentazione di descriversi come si desidererebbe essere o come si vorrebbe che gli altri ci percepissero. Ma infine siamo sempre noi stessi con i pregi ed i difetti che ci accompagnano sin dal momento del concepimento.
“Cuore e ambiente” è un testo a cui sono molto legata e per questo ho deciso di condividerlo con molti altri amici mettendolo gratuitamente a disposizione di tutti sulla rete. Lo ho scritto ormai diversi anni fa, quando a parlare di ambiente e di sostenibilità eravamo un gruppo di anacronistici sognatori molti dei quali, oggi, sono diventati dei leader ed ai quali sono affidate le speranze di costruzione di un futuro migliore dalle ceneri di questa crisi economica senza fine.
Lo ho scritto pensando quali valori dovessi e volessi trasmettere a mia figlia, che allora aveva circa sette anni, e con la quale cominciavo a relazionarmi su un livello anche razionale e non più solo empatico ed emozionale. Lo ho scritto durante una estate particolarmente torrida in cui dovevo spiegare alle giovani generazioni (quella di mia figlia ma anche quelle dei ragazzi che incontro all’università) quale fosse la relazione che ognuno di noi dovrebbe impostare con la natura e con l’ambiente circostante.
Per questo “passione e razionalità”. Qualcosa che sembra una dicotomia ma che coesiste in ognuno di noi. In oriente non avrei potuto mettere questo sottotitolo ma per noi occidentali che siamo cresciuti con il mito dei sillogismi aristotelici questa dicotomia ancora è forte. Ci è difficile capire un haiku con la limitatezza di una struttura linguistica che vede nelle parole il sistema privilegiato di comunicazione.
Eppure, nonostante l’assenza dei grandi mezzi di comunicazione, l’ambiente e le questioni energetiche ormai raggiungono ogni giorno milioni di persone. E’ iniziato con i cartoni animati indipendenti, poi con Walt Disney, poi con canali televisivi satellitari eppoi con migliaia di siti, di blog e di social networks. Fino all’attuale edizione del Grande Fratello che inizia timidamente ad affacciarci a temi ecologici.
Nel frattempo le grandi scelte politiche dell’Europa o degli Usa, ma anche le recenti leggi sulla tutela ambientale della Cina, vanno tutte univocamente in una nuova direzione che è quella di un diverso rapporto fra l’uomo e questo nostro pianeta.
Ma non si parla più di ambiente ma della sua declinazione in termini di efficienza energetica e di tecnologia. Crisi energetica prima e crisi economica poi hanno modificato la scala delle priorità: non più un generico rispetto ambientale ma un diverso rapporto basato sul parametro della CO2 o della indipendenza energetica.
Invero un rapporto ancora non coraggioso del tutto. Per essere veramente rivoluzionari occorrerebbe riscrivere delle regole diverse su cui costruire le relazioni finanziarie, economiche e sociali. Non si può conciliare il concetto di efficienza (e volutamente non inserisco la parola “risparmio”) energetico con un calcolo della ricchezza basato sulle transazioni economiche. Concettualmente: se riduco ed ottimizzo non posso aumentare e disperdere. C’è un controsenso che fuorvia il messaggio che si intende far giungere al cittadino, sia esso consumatore o utente ma pur sempre individuo pensante.
Per questo la vera crisi che ancora è nascosta dalle tribolazioni quotidiane indotte dalle difficoltà economiche e finanziarie, è la crisi culturale. E’ questa che disorienta e non permette agli individui di vedere speranza e futuro al di là del quotidiano.
Per questo occorre ripartire dalla filosofia, dal messaggio che si intende trasmettere ai giovani ed al legame che si intende instaurare con i propri figli per poi disegnare strutture sociali armoniose in grado di contemperare ambizioni individuali ed interessi condivisi. Per questo “Cuore e Ambiente”.
E’ un sogno: ma nei momenti di crisi si ritrovano i valori fondamentali e si vivono degli anni magici. E’ la quiete dopo la Tempesta, è il momento della ricostruzione dopo le macerie. Speriamo solo di toccare presto il fondo in modo da ripartire. E speriamo che le persone con più valori abbiano il coraggio di far sentire la propria voce diventando protagoniste di questa rinascita.
La rivoluzione è in corso, in alcuni paesi in modo più evidente di altri, e questi sono momenti storici in cui si può diventare eroi a patto di sapere la direzione verso la quale andare e verso la quale condurre i cuori e le menti delle persone.

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